Video “Sguardo al Passato”

Eccoci qua, dopo 5 mesi, sono riuscito a fare il video della nostra splendida avventura sulle Dolomiti di Brenta, più precisamente sulla cima Bassa d’Ambiez.
“Sguardo al Passato” è, a mio avviso, un capolavoro di gran logica che con l’inarrestabile Gianluca Bellamoli siamo riusciti a realizzare nell’estate 2014.
Una linea splendida che in apertura ci ha regalato emozioni bellissime, avere la parete completamente a nostra disposizione (c’è solo una Hasse una cinquantina di metri a sinistra)ci ha permesso di muoverci in piena libertà creando un tracciato logico e spettacolare. Ci siamo sentiti teletrasportati negli anni d’oro dell’alpinismo dove le pareti erano vergini e non piene di vie, da qui il nome “Sguardo al Passato”, ma in un alpinismo moderno, un po’ retrò-romantico, legato alla ricerca, rispetto, avventura e fatica di apertura di nuove vie in questa splendida valle che è la val d’Ambièz.

Vi lascio al video, dura 8 minuti circa…dunque mettetevi seduti, tranquilli e magari con una birretta!!!
Buona visione!!!

 

 

Un grande ringraziamento al Giorgio del servizio taxi (tel. 3333198204), al Roberto e Ignazio del Rif. Agostini per i mille piaceri e alla Betti del Rif. Cacciatore per il classico “bicier da media” di Teroldego nel rientro.

Ringrazio: Wild Climb, Patagonia, ProAction e birra Sleale.

E news in arrivo per il 2015!!!

Andrein.

La Ghigliottina

La Ghigliottina

Dopo quattro mesi di duro lavoro tra chiodare e liberare i tiri sono pronto a pubblicare quello che per me è la miglior falesia che abbia mai chiodato fino ad adesso…o forse no, mah?!? ;-)

“La Ghigliottina”, non c’è nome più appropriato per questo muro di roccia fotonica. Basta fare un tiro, o due, per capire subito il motivo del suo nome e accorgersi della bellezza delle sue lunghezze.

Ma facciamo un passo indietro nel tempo, attorno agli anni ‘90 un certo Igor Micheletti (il quale sono riuscito a rintracciare e fare quattro chiacchere) iniziò ad attrezzare un paio di itinerari, poi abbandonati forse per il troppo impegno non previsto, sicuramente futuristici e visionari per l’epoca.
Solo dopo 20 anni circa, e cmq grazie anche ai ragazzi di Rovereto che hanno attrezzato “il Vajo Classico”, mi sono preso la briga di mettere le mani su questa parete che offre ancora un mare di possibilità di itinerari.
Un muro leggermente strapiombante da 50 metri è quello che si presenta incombente sopra chi scala qui, un mix di pura tecnica dove serve anche una buona dose di forza e resistenza su tacche per portarsi a casa i tiri.
Partito da solo ho poi chiesto una mano ai grandi Duzz, Gian e il mitico Sergio Coltri… il risultato (per ora) sono 15 tiri uno più bello dell’altro dall’6a+ al 8a. I tiri da chiodare sono ancora sicuramente un sacco ma penso che condividire e fare divertire la gente sia l’obbiettivo del chiodatore di nuove falesie…confido nel rispetto della gente perchè quello che regala questo posto è veramente qualcosa di magico.

La Ghigliottina:

1. Prog. Gian
2. Prog. Gian
3. Prog. Gian
4. Il Folletto del Vajo, 7a+, 30m, (ch. Andrein/Follez)
5. Il Visionario, 6b, 25m, (ch. Andrein)
6. Palle di Natale, 7c/+, 30m (ch. Andrein)
7. Broccoli al Vapore, 7a, 30m, (ch. Andrein)
8. Mai Molar, 7b/+, 35m, (ch. Andrein)(2mt a metà in comune con “Broccoli”)
9. Prog. dei Trentini
10. El Canton, 7b, 25m, (ch. Andrein)
11. Prog. Andrein
12. Daytona, 8a, 38m, (ch. Andrein)
13. Brown Sugar, 7b/+, 40m, (ch. Duzz)
14. Questione di Tacche, 7c, 40m (ch. Andrein)
15. Solo Chiacchere e Distintivo, 7c, 40m, (ch. Andrein)
16. Il Ritorno di Ringo, 6b+, 30m, (ch. Sergio Coltri)
17. Gocciole, 6c+, 30m, (ch. Andrein)
18. Prog. Andrein
19. Sthor-the-Goon, 6a+, 30mt, (ch. Sergio Coltri)

Avvicinamento:
Arrivati all’abitato di Brentino, tenere per l’evidente vajo dell’Orsa fino alla centrale Enel (parcheggiare bene!), oppure 200mt prima su spiazzo prima della sterrata.
Proseguire per sentiero evidente (prima leggera salita, poi discesa) fino a raggiungere il greto del fiumiciattolo che guadandolo 3 volte si raggiunge l’evidente muro, 15min.

La parete prende sole la mattina fino alle ore 11/12 circa, noi abbiamo scalato tutto inverno ma i periodi migliori sono sicuramente le mezze stagioni.

Si prega di rispettare e tenere pulito l’ambiente.

Un grazie di cuore al Pima e al Follez (per l’intera giornata spesa in pulizia ben attrezzati di motosega, seghetti vari e decespugliatore), al grande Pastu (che sempre pieno di energia e motivazione compie il ruolo di presidente della Laac a pieno merito) e alla mia Lisetta che mi ha accompagnato all’inizio dividendo l’emozione delle prime libere.

Buone tacche,
Andrein.

 

Ringrazio: Wild Climb, Patagonia, Riskprotect, birra SLEALE, ProAction e Laac.

Pilastro “Andrea Zambaldi”

“Ambiez Exploring 2014”

 

SECONDA PARTE:

Dopo la via aperta sulla cima bassa d’Ambiez “Sguardo al Passato”, la seconda parte di questo progetto è segnata da un dolore incolmabile. Tutti avrete sentito della valanga sullo Shisha Pangma del 24 settembre dove Andrea Zambaldi e Sebastian Haag hanno perso la vita.

L’Andre appunto, per tutti era il Zamba…vi lascio a due parole del Red (Alessandro Catozzi):

“Andrea era una persona con una immensa gioia di vivere. Andrea voleva fare, e lo ha sempre fatto;

 infatti ha intrapreso attività come lo speleo, alpinismo, sci alpinismo, sky-running e torrentismo.

Faceva gare, e ne faceva tante, era la sua passione. Il particolare che lo differenziava dalle altre persone era quel connubio tra testa e capacità fisica che lo portava a raggiungere gli obiettivi che si era imposto con una semplicità disarmante. Andrea aveva una marcia in più.

Chiunque può dirlo, chi lo ha  conosciuto è rimasto colpito dalla sua grande energia positiva, dal suo sorriso, dalla sua semplicità ed era sempre pronto nel condividere esperienze per la gioia di condividerle…fuori dagli schemi”

 

 

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 “Il silenzio, si dice, è la migliore forma di preghiera.

Più è profondo, maggiore è l’energia che riserva per la rinascita del nostro intimo.

In fondo, noi che amiamo i grandi spazi della montagna, siamo dei fortunati.

Non ci sono indispensabili le funzioni, le cerimonie, gli altari, i rituali o le retoriche ufficialità di cordoglio per ricordare un compagno o ancor più un amico.

Ci basta uno squarcio nel cielo per rivedere una torre, una parete, una via, un passaggio dove magari abbiamo creato un “qualcosa” che ci rammenti il nome, il volto, il sorriso di qualcuno che se ne è andato, ma che ci ha segnati nel profondo.

Gli artisti talvolta dedicano le loro opere in memoria di un’amico, i musicisti le loro melodie, gli scrittori i loro libri, i cantanti le loro canzoni… e i politici, purtroppo, le vie o le piazze degli altri: gli alpinisti le loro piccole grandi pazzie…

Questa per noi è la forma più semplice e grande allo stesso tempo, il modo spontaneo e naturale di pregare, di ricordare, di pensare.

Così rimarrà per sempre un monumento naturale nel silenzio, con tutta la sua sommessa ma forte eloquenza.”

 (Cit. Elio Orlandi, Il Richiamo dei Sogni)

 

Con queste frasi che girano nella testa e con i zaini belli pieni come al solito, questa volta si parte per il “Pilastro Innominato” nella zona del Dalun.

Questa torre ha creato subito grande interesse in me, forse ancora incredulo per la parete completamente vergine, forse emozionato per trovare ancora oggi vere avventure a due passi da casa, forse semplicemente perso nella libertà di sognare.

Alla sua base il mio sguardo vaga verso l’alto per circa 300 metri e ,ancora assieme al grande Gian, cerchiamo “La Linea” più logica da scalare. Non ci sono altre vie su questo muro di calcare spettacolare, l’emozione di essere i primi a scegliere la via di salita ci mette un certo disagio. La voglia di fare “un bel lavoro” ci fa perdere una buona mezzora con il naso all’insù indicando con il dito fessure, placche e diedrini appena accennati. Idee chiare: spit solo alle soste.

Il primo tiro fila via che è una meraviglia, la giornata è splendida e scalare risulta veramente favoloso. Il Gian è motivato come un’atleta olimpico e tira fuori dal cappello un secondo tiro a mio avviso perfetto. Poi riparto io ed ecco un’alto bel tiro che porta alla base di un muro intervallato qua e la da fessurine orizzontali…ma ormai è sera e ci caliamo.

La voglia di portare a termine questa nuova via è immensa e tra un permesso, un riposo e un giorno di ferie rieccoci a salire le statiche per procedere. Intanto è giunto ottobre e, anche se il caldo non sembra andare via, la giornata lassù è uggiosa e umida…sarà l’ultima uscita della stagione.

Un muro da 30mt sale dritto sopra la sosta, solo un diedrino poco accennato da qualche speranza di salvezza ma per raggiungerlo ci sarà da battagliare.

Dalle foto che abbiamo fatto sembra qui il chiave della via, la parete è compatta e la nostra motivazione di non usare spit è alta…non ci resta altro che provare.

Beh, il risultato è un tiro capolavoro! Un muro blindato su roccia mega, dove 2 buchetti provvidenziali sul tratto chiave ci hanno permesso di proseguire a chiodi laddove non si pensava fosse possibile, il tutto per regalarci un tiro da falesia ma attrezzato a suon di smartellate con difficoltà attorno al 7b.

Il Gian mi raggiunge in sosta e baciati dalla nebbia ci caliamo portando con noi tutto il materiale.

La cima è rimandata per la primavera 2015.

Un grande grazie al mitico Gian, grandissimo compagno e mentore alpinistico.

 

Ps: La nostra via (non finita) risulta essere la prima di questa parete. Di conseguenza, come come primi salitori, diamo il nome di “Pilastro Andrea  Zambaldi” a questa torre spettacolare che frutto di ricerca e voglia di avventura, mette al primo posto il divertimento vivendo fuori dagli schemi…proprio come il Zamba.

Buone salite vez!

 

 

 Ringrazio: Patagonia, Wild Climb, Risk Protect, +Watt e birra Sleale.

 

Magica Ambiez

“Ambiez Exploring 2014″

 

Prefazione

L’ “Ambiez Exploring 2014” è un progetto nato da una grandissima passione per la montagna, forse piu che passione è l’avventura verso l’ignoto la mia vera benzina. Trovare pareti “vergini” dove piena libertà di movimento e totale possibilità di interpretare la roccia, sono per me sensazioni indescrivibili colme di gioia immensa.

“…credo che la passione per la montagna serva a ritagliarsi uno spazio autonomo e indipendente dentro noi stessi. Una specie di pezzo di cielo libero: libero dalle nubi della tendenza all’uniformità, dalla superficialità e banalizzazione moderna, dove si riesce a pensare e agire in piena libertà senza costrizioni dirette, regole scritte o condizionamenti globali”. (Cit. Elio Orlandi, Il Richiamo dei Sogni)

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PRIMA PARTE

In questa pazza estate ricca di piogge, temporali e bombe d’acqua sono riuscito a realizzare un sogno: chiodare qualcosa nella spettacolare val d’Ambiez.

Non molto conosciuta, la val d’Ambiez è situata nella parte sud-est del gruppo di Dolomiti di Brenta, precisamente parte dal paese di san Lorenzo in Banale dove con un servizio taxi-jeep ci si addentra facilmente fino al primo rifugio “Al Cacciatore”. Da qui, a seconda di cosa si vuole fare, si può arrampicare nelle zone più basse o raggiungere il più alto rifugio “S. Agostini” e le sue magnifiche pareti circostanti. Molto gettonati sono anche i vari percorsi ad anello che offre la zona senza dimenticare il bellissimo Trekking delle Bocchette.

Avendo il nonno di Stenico (paesino limitrofo a S. Lorenzo) sono sempre stato molto legato al gruppo di Brenta, inizialmente dai racconti del nonno (il Nello) e poi dalle prime ferrate ed escursioni con mio papà su per “i crozi”.

Dopo  aver scalato parecchie vie di questa magica (nonché stramba e nebbiosa) valle, quest’anno la guardavo con occhi diversi, osservavo le pareti con sguardo obliquo, vagliando i colori e la grana della roccia (e che roccia), soppesando le ombre alla luce dell’alba o nel riverbero del tramonto… cercavo semplicemente nuove vie di salita!

Agosto, diamo il via all’ “Ambiez Exploring 2014”.

Parto con il Follez per il primo giro perlustrativo e carichi come muli, con l’occorrente per restare su 3 giorni a chiodare, raggiungiamo l’Agostini completamente fradici, dicono che domani farà bello…speren! Nei giorni seguenti non abbiamo mai visto il sole e siamo riusciti comunque ad aprire i primi due facili tiri della nuova via sulla cima D’Agola. Le piogge incessanti, per questa parete che abbiamo scelto, sono un problema perchè dopo i tiri già aperti la nostra linea segue delle rigole grigie su roccia mega galattica e haimè se piove non si fa niente per un paio di giorni. Dopo altre 4/5 giornate spese per questa parete, 1 bivacco, 2 bottiglie di vino di Ivo, una spanna di neve a ferragosto, fermi ancora al secondo tiro e non vedendo speranza di miglioramento meteorologico, sotto l’ennesimo temporale diamo in ritirata lasciando un bel cantiere per il futuro.

Intanto con il grande Gian (Gianluca Bellamoli) siamo partiti sulla cima bassa d’Ambiez con quello che sarà il nostro “Sguardo al Passato”. Una linea spettacolare su una parete che ospita solo un’altra via di Steinkotter-Hasse che sale centrale. A destra è tutto incredibilmente libero e scalare avendo la possibilità di muoversi come e dove si vuole è una sensazione magnifica. Al giorno d’oggi trovare pareti vergini o che comunque non ti obbligano a tenere un certo tracciato è una cosa rara… poi ci sono vie che si incrociano, vie che fanno tiri in comune, o che ti obbligano a seguire traiettorie non logiche…m’ah?!? Dico solo che ogni via ha il diritto di avere “una vita” propria.

Un totale di 4 giornate di apertura, 9 tiri uno più bello dell’altro, buona roccia, una chiodatura ottima e onesta mista chiodi-spit (con soste a spit) e doppie perfette rendono questo nuovo itinerario a mio avviso spettacolare!

Nel frattempo recluto il Lucco (Michele Lucchini) per andare a fare un giro su una via di Orlandi a cima Ghez. Mi è caduto l’occhio su “Scudo d’Argento”, aperta in A2 nel ’96 e con un’ingaggio decisamente da non sottovalutare. Poche ripetizioni, esposizione Nord, tutta a chiodi, roccia slavata e un tiro in fessura di dita da 40mt…dicevo da non sottovalutare giusto?! Difatti dopo 3 tiri siamo ibernati a una temperatura attorno ai zero gradi, in sosta il Lucco è uguale a l’omino Michelin dentro un piumino gigante e non sembra proprio giornata per provare in libera la via. Buttiamo giù le doppie e con la coda tra le gambe rimandiamo a temperature più miti.

Nel rientro, demoralizzati della batosta dell’Elio (Orlandi), non posso che venire attirato da un’imponente torre che sovrasta la val di Dalun. Non trovo nessuna informazione su questa parete, ne su vie che la percorrono…non ci credo, faccio due foto e chiamo il Gian.

Non mi resta altro che partire armato fino ai denti per un’altra avventura.

L'”Ambiez Exploring 2014″ è un progetto che darà luce ad un bel video ricco di emozioni legato all’apertura di vie nuove, ma anche a chi vive questa magica valle nelle spettacolari Dolomiti di Brenta; Il Giorgio del servizio jeep, la famiglia Margonari del rifugio Cacciatore, l’Ignazio e il Roberto dell’Agostini e i grandi pionieri nonchè fautori di questa valle: Elio Orlandi e Rolando Larcher…non vi dico altro!

Di seguito il Trailer di quello che sarà il futuro video e la relazione con tracciato della nostra prima via “Sguardo al Passato”.

 

 

1.Relazione         1.Tracciato

 

Un grazie di cuore per tutto al grandissimo Gianluca Bellamoli (Gian), Lorenzo Moretto (Follez), Alessandro Pimazzoni (Pima), Michele Lucchini (Lucco) e a Bruno Fornari (Brus) per averci prestato il portaledge…mai usato. Altri ringraziamenti vanno sicuramente al Giorgio del servizio jeep (tel. 333-3198204), al Roberto e l’Ignazio del rif.Agostini per tutti i piaceri e depositi vari che ci hanno lasciato fare, alla Betti per il teroldego del rientro al rif. Cacciatore e all’Elio Orlandi per come descrive questa valle cosi unica.

 

Ringrazio: Patagonia, Wild Climb, Risk Protect, +Watt e birra Sleale.

 

Infinitamente GRAZIE!

Di Andrea Simonini

Una nuova realtà chiamata “Ai Falconi”

“Che figata che è scalare, poi quando i tiri sono belli e vengono liberati è proprio il top!”

Questo è il pensiero che ultimamente è nella mia testa, e ultimamente sono spesso “Ai Falconi”…caffè dal Gianni “Al Gavinel” (doppio se chiodo), scarrettata di tiri fino alla morte oppure giù 4 spit, birrozza media e via…

E’ un bel periodo in quei di Ceredo, ricco di creazioni a dir poco spettacolari (devo ancora trovar un tiro brutto), ogni chiodatore ci mette e ci ha messo anima e cuore (chi grande) nel rendere realtà quello che è diventata questa falesia.

Tempo speso in passione, non retribuito, ma con un’amore per l’arrampicata incredibile…per questo voglio ringraziare i mitici inarrestabili chiodatori Chicco, Gian, Duzz e Bruno per l’ottimo lavoro svolto in perfetta armonia con l’ambiente e in sicurezza.

Un grande grazie anche alla mia Lisi che non mi ha mai tenuto a freno, anzi…mi ha sempre incoraggiato a dare il massimo di me stesso per la mia passione.

Un grande grazie anche all’amico Ulrich della “Risk Protect” (riskprotect.net) per i moschettoni a ghiera delle soste e i rinvii fissi, alla Wild Climb e Marmot per avere appoggiato il grande progetto del Mauro Magagna e a birra SLEALE per aver sponsorizzato la festa d’inaugurazione.

Mauro Magagna, appunto, il vero ringraziamento va a lui che con il ricavato del suo calendario d’arrampicata, ci ha completamente finanziato il materiale per la chiodatura (Kinobi)…un’iniziativa fantastica, forse incredibile ma che è diventata realtà e tutti ne possono fare uso.

Grazie Mauro.

In seguito alcuni scatti del Mauro, prima fotografato e poi fotografo “Ai Falconi”:

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Andrein su “Le Radici del Cielo”:

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Il Chicco nell’incredibile “La Lacrima di Polifemo”:

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Il Gian in azione su “Crack Game”:

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Ed altro….

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Tre opere d’arte

Tre nuove vie legate tutte da una sana “Etica”!?!

9.Andrea Simonini sul sesto tiro di La Divina Commedia  8a(+), foto Seba&Dabu

 

Propongo tre vie che a mio avviso sono spettacolari, tre vie impegnative che mi hanno tenuto occupato per 2 anni nell’aprirle e archiviarle definitivamente.
Sono tre creazioni importanti per la mia crescita alpinistica personale, ma soprattutto per l’etica che sono riuscito inizialmente a scegliere, poi a rispettare ed infine a comprendere e trasformare in filosofia, stile di vita e rispetto.

 

Vi lascio all’articolo di planetmountain:

http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=41721

 

Ringrazio: Patagonia, wild Climb, +Watt, Risk Protect, birra SLEALE, i mitici “Seba & Dabu” e il “Pima” per le meravigliose foto.

Ps: Dopo la RP del grande Rolly (Rolando Larcher) su “La Divina Commedia” i gradi sono stati ridimensionati come di seguito; 6b+, 7b, 6b+, 6b, 7b+, 8a, 5a.

La Divina Commedia SAFARI Muchas Gracias

Nuova Falesia ai Falconi – Ceredo

Di Andrea Simonini

Falesia “Ai Falconi”-Ceredo

Tutto ebbe inizio a febbraio 2014, in una delle molte passeggiate perlustrative sotto la pioggia con il mio cane Jumar.
Erano un paio d’anni che con il Chicco dicevamo di andare a dare un’occhio a questa fascia rocciosa che si intravede dal paese di Corso.
Parcheggiai l’auto nel paese di Ceredo e partii, decisamente a caso, con direzione Est. Ricordo che zigzagai un sacco prima di disarrampicare fino ad arrivare sotto la falesia, (solo dopo mi resi conto del comodissimo sentiero che arriva in 5 minuti dal paese).
Anche se non molto alta (dai 15 ai 25 mt circa), rimasi subito stupito dalla bellezza della falesia, le linee logiche e roccia compatta mi fecero capire il grande potenziale che poteva avere la parete.

Prima di farmi illusioni immaginando già vie magnifiche mi infomrai riguardo eventuali proprietari, o altre limitazioni, aiutato dai gentili proprietari del bar “El Gavinel”. Con la premessa di mantenere la zona pulita, (regola che dovrebbe essere la prima per chi ama andar per boschi), mi presentai agli abitanti rassicurandoli che se a breve vedranno 4 ceffi con zainoni enormi pieni di ferri vari, corde e trapani , non sono alieni, ma solamente malati Chiodatori!

Avvertii e allestii subito un team di chiodatori fenomenale: Chicco, Duzz, Gian, Bruno e Tosi (no el sindaco) .

I giorni seguenti parlando con il Chicco decidemmo di chiedere al Mauro Magagna se sarebbe stato disposto a collaborare con la sua incredibile iniziativa di finanziare il materiale da utilizzare in parete.

Il Mauro fu subito d’accordo e propenso e così prese vita quello che adesso è la nuova falesia “Ai Falconi”, un’iniziativa senza pari nella storia dove il ricavato di un calendario d’arrampicata è stato investito in una nuova falesia.

Cosi ecco che, aggiornate ad oggi, ci sono una quarantina di tiri dal 5c all’8b e certi in attesa ancora della libera, un frutto di una presenza di 3-4 volte a settimana a chiodare, sgaggiare, tenersi dentro nelle vie strapiombanti, provare singoli e pulire (e non dimentichiamo gli infiniti pendoli con la corda che gratta ovunque).
Risultato: una grande iniziativa per un’incredibile falesia.

In attesa di un lavoro definitivo che verrà messo in rete a breve, e per evitare inutili discussioni nei vari siti internet da parte di qualche “Balengo” che parla a caso senza un minimo di creanza e rispetto, di seguito elenco tutte le vie chiodate, con chiodatore, grado a seguito e le stelle per la bellezza (*discreta, ** interessante, ***bellissima/consigliata):

Falesia “AI FALCONI” – Ceredo

-2. Prog.!?!
-1. Copertina, 7a+, (ch: Andrein) ***
0. Fantasia, 7c, (ch: Andrein), prima RP: Andrein ***
1. Thank you Silence, NL (8b/c?), (ch: Andrein) ***
2. Sushi Bar, 7c+, (ch: Andrein), prima RP: Rolando Larcher ***
3. Open your Mind, 8a, (ch: Andrein/Follez), prima RP: Ivo Bonazzi  ***
4. Effetto Dopler, 7a+/b, (ch: Duzz) **
5. Super Jumar, 7a, (ch: Andrein) **
6. Nikita, 7a+, (ch: Andrein) ***
7. Caneva world, 7a, (ch: Andrein) ***
8. La Pace dei Mondi, 8b, (ch: Andrein), prima RP: Silvio Reffo ***
9. Black Out, 8a+, (ch: Duzz/Andrein), prima RP: Davide Maggi ***
10. Cuore Grande, 7c+, (ch: Chicco), prima RP: Davide Maggi ***
11. Casa dolca Casa, 7c, (ch: Andrein), prima RP (flash): Davide Maggi **
12. Albatros, 7a+/b,(ch: Andrein) ***
12a. Albatros “Lunga”, 8a, (ch: Andrein), prima RP: Pietro del Rio ***
13. Foer, 7c, (ch: Tosi), prima RP: Pietro Bagnara ***
14. Il Filosofo e Penelope, NL, (ch: Tosi) **
15. Sotto Pressione, 8a+/b, (ch: Duzz), prima RP: Silvio Reffo ***
16. Le Radici del Cielo, 7c, (ch: Andrein), prima RP: Ivo Bonazzi / prima RP fem. Elena Nasi ***
17. Crack Game, 6c, (ch: Gian) ***
17a. La Pelle delle Donne, 7c, (ch: Gian), prima RP: Ivo da Badin ***
18. La Lacrima di Polifemo, 8a, (ch: Chicco), prima RP: Davide Maggi ***
19. Cavalchina, 7c/+, (ch: Tosi), prima RP: Nicola Sartori ***
20. PSI, 6b, (ch: Tosi) ***
20a. PSI+Copatico, 7c/+, (ch: Tosi), prima RP: Massimo Battaglia ***
21. Sole e Luna, 7a+, (ch: Chicco) **
22. The Invisible Man, 6c+, (ch: Chicco) **
23. Fotti il Fotografo, 6a+, (ch: Chicco) **
23a. Connessione Invisibile, 6b, (Ch: Chicco), (parte su “Fotti il Fotografo” e finisce su “The Invisible Man”) ***
24. Porco’s Pino, 6c, (ch: Chicco) ***
25. Nonno Bieto, 6b+, (ch: Gian) ***
26. Risveglio Muscolare, 6a, (ch: Gian) **
27. Le 9 Primavere di Ale, 6b, (ch: Gian) **
28. Ifix Tcen Tcen, 7a, (ch: Gian) ***
29. Fuffy, 6a, (ch: Bruno) *
30. Sei…, 6a+, (ch: Bruno) **
31. 85+15 , 6c, (ch: Bruno) ***
32. Attimi di Luce, 6c, (ch: Andrein) **
33. Squilibrio Mentale, NL (7c?), (ch: Gian) **
34. Drink another little GRAPPA before U die, (7c+/8a), (ch. Chicco), prima RP: Pietro del Rio ***
35. Il Resto Conta Meno, NL (8a/+?), (ch: Tosi) **
36. Il Mai è dispari, NL (8a?), (ch: Chicco) ***
37. Mon Ami Saint Lucie, 7a+, (ch: Chicco) ***
38. I Fantastici 4, 6c+, (ch: Andrein) ***
39. Caramelle, 7b, (ch: Andrein), prima RP femminile: Renata Passalacqua ***
40. Lisa Violenta, 7c, (ch: Andrein) ***
41. El Popo de Stenech, NL (8b?), (ch: Andrein) **
42. Tashi Delek, 7c, (ch. Andrein), prima RP: Andrein ***
42a. Tashi Delek “Lunga”, NL (8b?), (ch. Andrein) ***
43. Prog.!?
44. L’avvelenata, 7a/+, (ch: Gian) **
45. I Turnisti, 7b, (ch: Gian/Andrein), prima RP femminile: Lisa Guzzo ***
46. Non Ti Scordar di Me, 5c, (ch: Gian) *
47. Come i Pomodori, 6a, (ch: Lucco) **
48. Lumachine Riflessive, 6a+, (ch: Gian) **
49. Isis, 7a+, (ch: Bruno) **
50. La Vergine delle Rocce, NL (8a?), (ch: Duzz) ***
51. Estasi, 7b/+, (ch: Gian) ***
52. Dannate Nuvole, 6a, (ch: Gian) **

E non dimenticate di bere una sana birra dal Gianni al bar “El Gavinel”, dove comunque si parcheggia l’auto.

Avvicinamento:
Arrivati all’abitato di Ceredo, parcheggiare al bar “El Gavinel” e bere un caffè. Da qui proseguire verso Nord per 100mt, poi verso Est su comodo sentiero (257 CAI) per 10 minuti. La falesia si trova sulla destra scendendo (ometto).

Logistica:
La Falesia è esposta a Nord-Est, dunque prende sole alla mattina. Un primo  settore (da “Thank you Silence” a “Sole e Luna” ) rimane al sole fino le 12.30 circa, mentre un secondo settore (da “Fotti il Fotografo” a “Estasi”) il sole se ne va per le 10.30 – 11.
Dunque “Ai Falconi” si scala tutto l’anno e anche dopo lunghe piogge.

Si ringrazia:
Mauro Magagna, Wild Climb, Marmot, Kinobi, Risk Protect, Chicco Fonte Basso, Giacomo Duzzi, Gianluca Bellamoli, Bruno Fornari, Andrea Tosi e i grandi Gianni & Eddi del Bar/Ristorante “El Gavinel”.

Buone tacche,

Andrein.

Monte Baldo Rock

 

Monte Baldo Rock

 

Vie e falesie tra il Lago di Garda e la Val d’Adige

 

Edizioni Versante Sud

 

MonteBaldo

 

La nuova guida “Monte Baldo Rock” nasce per promuovere l’arrampicata e il turismo ad essa connesso, nell’area del Baldo, del Garda e della Val d’Adige che da alcuni decenni sono diventati un paradiso per gli arrampicatori. Qui si può scalare praticamente tutto l’anno sia su monotiri che su vie fino a trecento metri di sviluppo, dal verde degli olivi sino alle rocce dolomitiche delle più alte vette baldensi. In questo volume vengono descritte 24 falesie e 11 settori multipitch per un totale di circa quarantamila metri di arrampicata quasi tutti su calcari “verdoniani” per solidità e bellezza.

I climber più forti possono qui “spellarsi i polpastrelli” su monotiri e vie di più tiri con difficoltà fino all’8b+ (e con qualcosa di ancora più difficile da liberare), mentre per gli amanti del facile e del medio l’unico problema sarà districarsi nella scelta della falesia o della via lunga più consona alle proprie capacità e ai propri desideri. Oltre alla parte tecnica il lettore troverà un’originale e “vissuta” introduzione storica e numerose schede-profilo dei principali artefici dell’arrampicata fra la Val d’Adige ed il Lago di Garda.

                                                                                                                                            Tratto da “Versantesud.it”

 

Che dire…una grande opera riuscita a pieno capitanata dal grande Cristiano Pastorello, presidente della LAAC (Libera Associazione Alpinisti Chiodatori), che senza mollare un colpo ha sempre tenuto il piede sull’accelleratore per fare un superbo lavoro finale, una super guida d’arrampicata ma con un’ottica retrò dove si punta al “sano leggere” di un bel libro diverso dai soliti, coinvolgente e ricco di curiosità tutto legato da un grande amore per l’arrampicata dietro casa nostra.

Un grande grazie va anche a Eugenio Cipriani che, coautore della guida, con la sua esperienza da giornalista, scrittore e climber è stato di grande aiuto per la stesura del testo.

Vi lascio alla descrizione di Cristiano :

Questo libro ha richiesto due anni di lavoro, iniziati in modo rocambolesco e terminati con grandi soddisfazioni. L’obiettivo era quello di favorire lo sviluppo di un territorio importante, grazie a uno sport che mi appassiona, mettendo in rete quanti ne conoscono le peculiarità. Innanzitutto ho voluto raccontare quello che è stato – partendo dalla metà degli anni ’80 quando alcuni ‘visionari’ hanno creduto nella realizzazione del ‘Verdon della Val d’Adige’ – quello che è oggi e, soprattutto, quello che sarà la scalata nel veronese. La stesura del libro è stata una importante occasione di crescita personale. Infatti, anche se dall’esterno spesso non sembra, la scalata è un’attività con una radicata componente intima e ognuno la vive in modo unico. Infine, la pubblicazione di questo libro rappresenta un sogno che si avvera: spero che il percorso non finisca qui, perché coltivare i propri sogni e cercare di concretizzarli è il miglior modo per vivere la vita“.

 

La guida la trovate nelle migliori librerie o in rete.

 

Di Andrea Simonini