Pilastro “Andrea Zambaldi”

Chissà perche è ancora la selvaggia val d’Ambiez ad attirare la mia attenzione?!?
Semplicemente perché è un posto spettacolare, unico e fuori dal mondo…

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Alla base di questo pilastro si resta pietrificati, lo sguardo vaga verso l’alto e non si vede l’ora di partire a scalare.
Una salita impegnativa dal punto di vista sia psicologico che nel saper posizionare bene i friend, spit solo alle soste e difficoltà fino al 7a, ti fanno guadagnare la cima con grande soddisfazione.
Insomma 11 tiri spettacolari, ognuno con il suo perché, regaleranno ai ripetitori una gran giornata in parete.
Un’avventura che mi ha dato tanto, soprattutto dal punto di vista di crescita personale ed emozioniale dove ho raggiunto veramente una dimensione parallela in piena simbiosi con quello che può trasmettere la Montagna… e dove vogliamo ricordare il Zamba.

1.Tracciato
Un grande grazie al mitico Gian che ancora una volta si è dimostrato un grande socio, con il quale condividere questa salita è stato veramente unico.
Grazie anche al Duzz per avermi aiutato a portare su le statiche e risalire i primi 4 tiri aperti nel 2014, a Ulrich per avermi accompagnato nella RP, al Giorgio del servizio jeep (tel. 333.3198204) sempre disponibile e amichevole e ad Anna e Matteo del rifugio Cacciatore.

Adesso il prossimo passo sarà quello di tornare su verso settembre per concludere il super progetto che è nato con Pietro Bagnara, cioè rappresentare tutte queste emozioni in un bel video.

Dunque, nell’attesa, pubblico la relazione cosicchè in 2 mesi la via possa essere ripetuta e giudicata.

2.Relazione

Ps: ho lasciato in parete delle statiche che serviranno per le riprese, dunque per le calate “consiglio” di passare le corde nel moschettone a ghiera della statica e non nell’anello di calata perchè altrimenti vengono pizzicate (tra ghiera ed anello) e faticano a scorrere…constatato! 😉

Avvicinamento:
Raggiunto il rifugio Cacciatore salire fino alla Malga Prato di sopra e poi prendere il sentiero 251 che porta fino ai risalti rocciosi del Ghez (val di Dalun). Qui risalire questa piccola valle e tenere la sinistra (ghiaione) verso il pilastro “Andrea Zambaldi” che è ben evidente e situato in fronte al Ghez (1 ora).

 

Buone tacche,

Andrein.

 

Ringrazio: Wild Climb, Patagonia, ProAction e OpenCircle.

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