L’amore per il RI-chiodare e “L’arte” del chiodare

L’importanza del Passato

 

Il Ri-chiodare è semplicemente una questione d’amore legata al tempo libero della persona (nella maggior parte dei casi non retribuita, se retribuita l’amore non c’entra più perchè allora ci si muove per una retribuzione).

Ho sempre sostenuto la ri-chiodatura di vie storiche. D’altronde un tempo si faceva con quello che c’era (ed era il top in quegli anni), adesso il materiale si è rivoluzionato e trovo incredibilmente sensato rimettere a nuovo il passato dandogli una seconda vita.
(es. “Expo 87”, “Baby Doc”, “Brivido Rosso” ).

Ceraino è la zona in questione.

Parete storica per l’arrampicata veronese e per la sua splendida roccia, è stata recentemente sottoposta ad opera di restyling. Il lavoro è ancora lungo ma da qualche parte bisognava pur partire. Io personalmente mi sono occupato del dimenticato e splendido settore Strapiombi. Aiutato da Ivo Bonazzi, Bruno Stecca e Claudio Bertamè (con materiale LAAC) abbiamo messo a nuovo tutto il settore con tasselli inox da 10mm.

Mettere le mani su quei capolavori degli anni ’80 è stato per me un grande onore, sono contento del lavoro svolto e ne vado fiero. E’ stato bellissimo rivivere quei momenti storici e scambiare quattro chiacchere con i chiodatori di quegli anni.

Al giorno d’oggi siamo presi dalla foga del nuovo come fossimo ancora NOI i pionieri. La vita stessa corre ad una velocità pazzesca e si fatica a starle dietro. Qui, sarebbe un’attimo da tirare il freno a mano e pensare. Pensare che siamo giunti ad un punto cruciale per l’arrampicata, ovvero dove c’è da dare importanza al preservare quello che già abbiamo invece di “creare niente di nuovo”!

E’ un gran peccato buttare nel cesso vecchie vie. Se troviamo materiale logoro segnaliamolo, se troviamo pastrine allentate tiriamo il bullone, eliminiamo i fissi di alluminio e cerchiamo di diventare parte VIVA di questa comunità sostenendo le ri-chiodature.

 

Chiodare nuove vie invece è qualcosa di meraviglioso. Trovare la possibilità di passare (e riuscire) con quello che offre la roccia è, appagante in primis, e gratificante poi se il risultato è buono.

Chiodare linee penso non sia cosa per tutti (come ri-chiodare), da una linea poi nasce una falesia (o una multi-pich per chi piace l’aria sotto il culo) ma il creare qualcosa di tendente al perfetto è affare per pochi.

“Tendente al perfetto” non intendo per bellezza, ma “solo” cercare di entrare in simbiosi con la roccia e rispettarla. Provare i vari singoli pulendo ogni sua presa e studiando ogni ruga che affiora dalla parete è un buon inizio. Ogni ancoraggio va al suo posto preciso, ogni rinvio deve lavorare bene e non ci devono essere problemi di attriti della corda, ogni persona che farà il tiro non dovrà schiantarsi (si spera)….e poi…ci vuole “ARIA” tra le vie, ogni via è unica e irripetibile e renderle autonome al 100% è il minimo che possiamo fare.
Ps: le critiche sono sempre ben accette e aiutano a migliorare.

Lo scopo è creare qualcosa che debba essere in totale armonia con il posto. Già trapanare è invasivo, dunque puntare ad un qualcosa di perfetto è un buon risultato…poi sarà li per sempre e per tutti!

Riuscire a leggere una linea è bellissimo ed è sempre diverso dalla volta precedente. E’ sempre una prima volta ricca di emozioni.

Questo per me è chiodare, metterci la faccia e trasmettere la bellezza di arrampicare!

Immaginarsi un movimento, ancora prima di “impossessarsi” di lui chiodando l’intera via, è un momento magico per un chiodatore. Una volta messi i tasselli, piano piano la magia va a scremare fino a sparire. Rimarrà solo il tuo nome negli annali e il “Suo” alla base. A questo punto la via è pronta ad essere frequentata. A questo punto entrano in gioco i “Climbers” cha assetati di sangue come vampiri non vedono l’ora di moschettare la sosta della nuova arrivata senza pensare a come nasce una via e al lavoro che c’è dietro. Sarebbe bello che al giorno d’oggi i climbers fossero un po’ più sensibili su questo fattore e sulla questione delle “vecchie” vie…un po più di ampie vedute. Qualcosa si sta muovendo ma il boom dell’arrampicata ha rallentato la questione. Cerco quindi di spingere la gente ad aprire gli occhi sul futuro dell’arrampicata Veronese, io ci tengo. I comuni (da noi) non muovono un dito e io ho sempre continuato per la mia strada senza sosta trovando pieno appoggio solamente dai bar locali vicino ai siti. Uniamo le forze e cerchiamo di essere meno egoisti, apriamo gli occhi e puntiamo a migliorare (non solo a scalare) il nostro mondo parallelo dove ci rifugiamo nei week-end.

Ne abbiamo tutti i diritti se realmente lo reputiamo importante.

Basta poco, scalare è ancora gratis e una “musina” comune potrebbe essere un’ottimo risultato.

Che dite?

 

Di seguito la relazione del settore Strapiombi a Ceraino richiodato a novembre 2017:

 

Buone tacche.

Andrein.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...