“Carega Punk”

La parete in questione penso che l’abbiano vista e rivista tutti.

 

La fama di roccia marcia del Carega ha sempre però respinto i chiodatori dalle sue verticalità.

Basta passare il paese di Giazza in direzione del rifugio Boschetto che la parete è evidentissima e relativamente facile da raggiungere.

Sono anni che mi domando se effettivamente abbia senso chiodare qualcosa li, e finalmente si incastrano una sequenza di fatti e di persone che mi fanno decidere che è il momento di partire per questa avventura su questa parete ancora inviolata.

Conosco Giacomo Tonoli (fotografo e filmmaker) e il suo socio Piero Brenzoni “Peo” (assicuratore top) dove nasce da subito un buon rapporto e sintonia. Dopo qualche foto e chiaccherata parte un bel progetto ovvero riprendere la vita in parete in fase di apertura di una nuova via.

Tutti noi amiamo arrampicare le multi-pich, ma sappiamo cosa c’è dietro le quinte di aprire una nuova via? Zaini enormi, corde, cordini, statiche, chiodi, spit, trapano, disgaggi e molto altro sarà all’interno di un video-documentario che Giacomo monterà nei prossimi mesi.

Ma torniamo alla parete in questione…

L’avvicinamento è bello ripido e in 30/40 min si è alla base senza grossi problemi.

La “linea” è evidente e logica, solo resto perplesso per la qualità della roccia sui gialli della seconda metà della parete.

Partiamo e addotto un’etica di risparmio di spit, ovvero per la maggiore chiodi o friends bomba. I spit sono stati usati solo nei passi più aleatori e difficili. Faccio il primo tiro (6a+) e resto sbalordito…la roccia è buona!

Va via liscio anche il secondo e terzo tiro (6c entrambi)…incredibile!!

Peo su L3, VIII- (6c)

 

Solo la fine del quarto tiro ha una sezione da “ripulire” ma che cmq ora  è pulita e atrezzata con spit.

Siamo alla base dei gialli e  tra me e me penso che adesso sarà un disastro per la qualità della roccia.

Il risultato invece sono due tiri bellissimi e su roccia (ancora) buona, sembra di essere in Scotoni in mezzo a quei strapiombi giallo ocra…amazing!!! 😉

Sei tiri sono in saccoccia e sono contentissimo dei metri guadagnati fino ad adesso sempre assicurato dal Peo.

Manca ancora un tiro, il settimo.

Questa volta sono con Tommaso Marchesini, arrampichiamo tutta la via fino alla sosta di L6 dove avevo lasciato lo zaino con il materiale per chiodare e ci prepariamo per finire questa piccola perla (a mio avviso) nel gruppo del Carega.

L’ultimo tiro, che ne sarà anche il più duro (VIII, 7a), è veramente la ciliegina sulla torta. Estetico ed aereo all’inverosimile, sgattaiola fuori da un tettino a friends per poi raggiungere una rigola bellissima. Qui seguono due “bombè” che ti fanno guadagnare la cima con un’aria sotto i piedi che toglie il fiato.

Sono veramente contento di questa via nata in 4 giornate di apertura, e sono ancora più contento per quello che cercheremo di creare con Giacomo per fare capire cosa c’è realmente dietro ad aprire una via lunga…un progetto inedito che spero piacerà!

 

Intanto pubblico relazione e tracciato per chi voglia assaporare una bella via alle pendici del gruppo del Carega.

 

—NON E’ UNA VIA SPORTIVA—

 

Relazione

 

Tracciato

Ringrazio Giacomo Tonoli, Piero peo e Tommaso Marchesini.

Grazie anche a Turnover per averci fornito i chiodi.

 

Avvicinamento:

Da Verona imboccare la val d’Illasi e raggiungere il paese di Giazza ai piedi del gruppo del Carega. Passare il paesino e parcheggiare dopo 2km su area di sosta nei pressi della piazzola dell’eli soccorso, la parete è ben visibile. Scendere e attraversare il torrente per poi proseguire in direzione nord fino ad un ghiaione (ometto). Risalirlo sulla sinistra per poi raggiungere tracce che con lungo traverso verso nord (destra) si imbocca un vajo/canale che porta dritto ad un risalto di rocce atrezzato con statiche. Passate le statiche continuare dritti leggermente a sinistra fino alla parete, spit alla base. Tot 30/40 min. (Ometti e bolli su tutto l’avvicinamento.)

Discesa:

Tutte le soste sono a spit e atrezzate per le calate. Dalla cima in tre doppie si è a terra.

Doppie: S7-S6 30mt (rinviandosi!), S6-S3 55mt (rinviandosi!), S3-terra 55mt.

Ps1: Rinviarsi nelle calate!!!

Ps2: Utili bacchette e spray (Autan) antizecche.

 

Wild Climb, Patagonia, Grivel, ProAction

 

Buone tacche,

Andrein.

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